… ricordo ancora l’odore della colla e della pelle, il rumore del trincetto che tagliava il cuoio: era il piccolo laboratorio di famiglia. A dire il vero, il mio pro zio iniziò con le forme in legno, erano i primi anni del ‘900. Le scarpe allora si facevano a mano e ci volevano le forme, anche queste fatte a mano. Mio nonno ereditò il saper fare e trasformò il piccolo laboratorio in un’azienda artigianale con macchine “semiautomatiche” a cinghia. Parlava tre “lingue”: il lombardo, l’emiliano, il piemontese con le relative sfumature delle località in cui risiedevano i clienti. Era iniziata l’era dell’industrializzazione. Le imprese si stavano trasformando: nuove macchine, nuovi materiali e inevitabilmente le forme in legno incominciarono a non interessare più, le scarpe si facevano a macchina. Ricordo le discussioni in famiglia su cosa fosse più opportuno fare. La scelta fu di rimanere nel settore e riconvertire l’azienda nella produzione delle scarpe.
Mio fratello non volle mai entrare nell’azienda, prosegui gli studi e imboccò un’altra strada. Dal canto mio, ero troppo coinvolto emotivamente per abbandonare questi odori, questi rumori. Inoltre le scarpe esercitavano su di me un fascino troppo grande.
Fin dall’inizio coltivai un sogno: un marchio tutto mio, rivolto esclusivamente alle donne. Il nome fu una delle prime cose che mi venne in mente: Eva. In quel breve nome c’era tutto il mondo femminile, la prima donna, colei che portò in tentazione il primo uomo, la procreazione, la mamma di tutte le mamme, l’inizio. L’ingresso di nuovi soci diede vigore all’attività spostando l’orientamento aziendale dalla produzione alla commercializzazione. Avevamo modo di dedicare più tempo alla ricerca della qualità, dello stile, e non per ultimo della convenienza. I tempi erano maturi per realizzare il sogno: un gruppo di lavoro dinamico, dei collaboratori entusiasti, un discreto numero di fornitori di qualità e un marchio nel quale riversare tutta la nostra storia. Il suo nome era EVE. Opportunamente modificato a favore di una leggibilità più internazionale, è sostenuto da un concept semplice che si esprime attraverso un prodotto di qualità, attento alle tendenze, dal prezzo accessibile, in un contenitore elegante. Insomma, comprare bene in uno spazio bello. E poi “… solo per te, donna” calzature, cinture, pashmine, occhiali e altri accessori, disegnati, selezionati tra i migliori che il mercato offre, un lavoro complesso di ricerca tra stilismo e artigianalità industriale.
In fondo alle donne basta poco per affascinare, come qualcuno ha detto, “un filo di perle, un filo di trucco, un filo di tacco…”.
Silvio S. Denti








